Nainggolan, bufera in Belgio: la Procura chiede due anni di carcere per riciclaggio

L'ex centrocampista di Roma e Inter è imputato nell'ambito di un'inchiesta su un presunto traffico internazionale di cocaina. Contestato il riciclaggio di 105.500 euro: la difesa chiederà l'assoluzione il 13 novembre.

PHOTO: ex Roma, Inter e Cagliari Radja Nainggolan - La Procura di Bruxelles - Belgio (Tuttosport)
Nuovi guai giudiziari per Radja Nainggolan. La Procura di Bruxelles ha chiesto una condanna a due anni di reclusione per l'ex centrocampista di Roma, Inter e Cagliari, oggi in forza al Patro Eisden, formazione della seconda divisione belga.
Il calciatore, 38 anni, è imputato in un procedimento legato a un'indagine su una presunta organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di cocaina dal Sud America verso l'Europa, con passaggio attraverso il porto di Anversa. Nei suoi confronti l'accusa riguarda il presunto riciclaggio di 105.500 euro riconducibili al gruppo criminale. La Procura ha chiesto anche una sanzione pecuniaria di 105.000 euro.
I soldi ricevuti da Nasr-Eddine Sekkaki
Il nome di Nainggolan è entrato nell'inchiesta dopo che, nell'arco di alcuni mesi, avrebbe ricevuto oltre 100.000 euro da Nasr-Eddine Sekkaki, fratello del noto criminale Ashraf Sekkaki.
Secondo la ricostruzione dell'accusa, il denaro sarebbe stato successivamente restituito attraverso versamenti sul conto della madre di Sekkaki. Nei bonifici sarebbero state indicate causali relative a lavori edili che, secondo gli inquirenti, non sarebbero mai stati effettuati.
La vicenda giudiziaria ha avuto origine da un'indagine avviata nel marzo 2023. Nel gennaio 2025 la polizia federale belga ha effettuato circa trenta perquisizioni e arrestato 18 persone, tra cui lo stesso Nainggolan, che trascorse una notte in carcere.
La versione del calciatore e la difesa
Nel corso degli interrogatori, Nainggolan ha fornito spiegazioni sui movimenti di denaro. Inizialmente aveva parlato di un prestito concesso per amicizia; successivamente ha modificato la propria versione, dichiarando di aver ricevuto lui stesso quelle somme perché i suoi conti correnti italiani erano stati bloccati in seguito al divorzio.
Il centrocampista ha inoltre sostenuto di non conoscere i precedenti criminali di Sekkaki e di non essere stato a conoscenza delle sue attività.
È importante precisare che Nainggolan non è accusato di aver partecipato direttamente al traffico di cocaina né di appartenere all'organizzazione criminale: la contestazione nei suoi confronti riguarda esclusivamente il presunto riciclaggio del denaro.
La difesa contesta la ricostruzione dell'accusa e si prepara a chiedere l'assoluzione il prossimo 13 novembre, quando gli avvocati prenderanno la parola davanti al tribunale. La decisione definitiva spetterà ai giudici.
• Autore: Redazione Friendsault
• Fonte: La Gazzetta dello Sport / Sportmediaset / BRUZZ
• Categoria: Mondo Calcio
• Tag: Radja Nainggolan • Belgio • Riciclaggio • Procura di Bruxelles • Roma • Inter • Cagliari • Patro Eisden



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